Lavorazione Pietra Lavica

La lavorazione della pietra lavica, derivante dall’industria estrattiva delle vicine cave dell’Etna, per scopi ornamentali o per materiali da costruzione, diede da vivere a molte famiglie siciliane.

I “pirriaturi”, anticamente, estraevano lungo i costoni dell’Etna solo strati superficiali di lava perché più porosi e più facilmente lavorabili con arnesi quali la subbia, lo scalpello, la mazzola e il martello. Sul materiale estratto interveniva lo spaccapietre che ricavava lastre di pietra, infine lo scalpellino rifiniva il materiale. Uno degli usi prevalenti cui era destinata la pietra lavica era la pavimentazione delle strade urbane e rurali.

Oggi l’estrazione avviene con l’ausilio di moderne macchine quali la pala meccanica e le ruspe che permettono di raggiungere strati profondi dove la lava è più compatta, più dura e di colore più chiaro. Anche la lavorazione è facilitata dall’uso di altri strumenti e macchine: trapano, flex, fresa e levigatrice.

Con la pietra lavica si possono realizzare oggetti ornamentali e sculture ed in campo artistico si è notato un positivo incremento nel suo utilizzo per usi abitativi interni. Sempre più numerose sono le abitazioni nel cui interno le alzate dei gradini, i tavoli o le basi dei camini sono realizzati in questo modo.

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